carrello_piccolo3


home arrow economia e finanza arrow Finanza arrow finanziamenti imprese arrow IL DOCUMENTO
IL DOCUMENTO

IL DOCUMENTO

«Ascoltate queste voci intercettate Parlano di come ingannare l' Onu». «Ecco come i sicari di Al Qaeda hanno ricevuto ospitalità in Iraq»

Signor Presidente, Segretario Generale, distinti colleghi, vorrei cominciare ringraziandovi per tutti gli sforzi che avete fatto per poter esser qui oggi. Questo è un giorno molto importante per tutti noi, analizzeremo la situazione che riguarda l' Iraq e l' obbligo di disarmo previsto dalla risoluzione 1441 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Lo scorso 8 novembre, il Consiglio di sicurezza approvò unanimemente la risoluzione 1441. Lo scopo di quella risoluzione era di disarmare l' Iraq dalle armi di distruzione di massa. L' Iraq ha già precedentemente violato i suoi impegni, violando 16 passate risoluzioni durante gli ultimi 12 anni. La Risoluzione 1441 non aveva a che fare con una parte innocente, bensì con un regime che questo stesso consiglio ha condannato ripetutamente nel corso degli anni. La risoluzione 1441 ha dato all' Iraq un' ultima opportunità, l' ultima opportunità di collaborare o affrontare serie conseguenze. Nessun membro del Consiglio presente durante la votazione quel giorno ebbe nessuna illusione sulla natura e gli scopi della risoluzione o su quali sarebbero state le serie conseguenze se l' Iraq non avesse collaborato. Per facilitare il disarmo, abbiamo chiesto all' Iraq di collaborare con gli ispettori dell' Unmovic e dell' Aiea che stavano per tornare. Abbiamo posto delle dure condizioni all' Iraq per permettere agli ispettori di fare il loro lavoro. Questo consiglio addossò all' Iraq e non agli ispettori la responsabilità di portare alla luce ciò che l' Iraq aveva fatto di tutto per nascondere. Gli ispettori sono ispettori, non sono detective. «NON POSSIAMO DIRVI TUTTO» GLI OBIETTIVI DELLA PRESENTAZIONE Ho chiesto questa riunione oggi per due motivi: primo, per dimostrare il nostro appoggio alle dichiarazioni fatte dal Dottor Blix e dal Dottor El Baradei. Blix ha detto a questo consiglio il 27 gennaio «l' Iraq sembra non accettare tuttora le richieste di disarmo». El Baradei ha detto che l' Iraq nella dichiarazione presentata il 7 dicembre «non ha fornito nuove e rilevanti informazioni sulle questioni irrisolte dal 1998». Il mio secondo obbiettivo oggi è di fornire ulteriori informazioni, condividere con voi ciò che gli Stati Uniti sanno sulle armi di distruzione di massa dell' Iraq così come il suo coinvolgimento con il terrorismo, un altro oggetto della risoluzione 1441 e altre precedenti risoluzioni. Non posso dirvi tutto ciò che sappiamo. Ma posso dirvi, che l' insieme delle cose venute alla luce nel corso degli anni è molto preoccupante. Quello che vedrete qui è l' insieme di fatti e comportamenti preoccupanti. La realtà della condotta dell' Iraq dimostra che Saddam Hussein e il suo regime non hanno fatto alcuno sforzo per disarmarsi così come richiesto dalla comunità internazionale. Inoltre, i fatti e i comportamenti dimostrano come Saddam Hussein e il suo regime nascondano i loro tentativi di produrre più armi di distruzione di massa. «ABBIAMO UN VEICOLO MODIFICATO» LA PRIMA REGISTRAZIONE IN ARABO Vorrei iniziare facendovi ascoltare un nastro. Sentirete una conversazione che il governo americano ha ascoltato. E' avvenuta il 26 novembre dello scorso anno, il giorno prima della ripresa delle ispezioni in Iraq. La conversazione coinvolge due alti ufficiali un colonnello e un brigadiere generale dell' elite militare irachena, la Guardia Repubblicana. (Si sentono le voci in arabo, sullo schermo compare la traduzione in inglese). Vorrei fermarmi e rivedere alcuni degli elementi chiave della conversazione fra i due ufficiali. Innanzitutto i generali prendono atto che il nostro collega Mohamed El Baradei è in arrivo, sanno bene il perché e sanno anche che arriverà il giorno dopo. El Baradei sta andando a cercare cose che sono vietate. Si aspetta che questi gentiluomini collaborino e non nascondano le cose. Ma sono preoccupati. «Abbiamo un veicolo modificato. Cosa diremo nel caso che uno di loro lo veda? Di che cosa sono preoccupati? Del fatto che sono in possesso di cose che non dovrebbero avere, cose che non devono essere viste. Il generale è incredulo: «Non hai un veicolo modificato. Non ne hai uno, vero?». «Ne ho uno». «Quale, da dove?». «Dall' officina, dalla società AlKendi». «Cosa?». «Da AlKendi». «Ci vediamo domani mattina. Sono preoccupato. Avete ancora alcune cose». «Abbiamo sgomberato tutto. Non abbiamo più nulla». Notate bene cosa dice: «Abbiamo sgomberato tutto». Non lo abbiamo distrutto. Non lo abbiamo messo a disposizione per l' ispezione. Non lo abbiamo dato agli ispettori. Lo abbiamo fatto sparire così che non ci fosse all' arrivo degli ispettori. La AlKendi: questa società è molto conosciuta per il suo coinvolgimento nella produzione di sistemi armati vietati. «RIPULITE OVUNQUE LE ZONE ABBANDONATE» LA SECONDA REGISTRAZIONE IN ARABO Ascoltiamo un altro nastro. Ricorderete sicuramente che gli ispettori trovarono 12 testate chimiche vuote il 16 gennaio. Il 20 gennaio, 4 giorni dopo, l' Iraq promise agli ispettori di cercarne altre. Ascolterete adesso un ufficiale dal quartier generale della Guardia Repubblicana dare ordini a un ufficiale sul campo. La conversazione è avvenuta la scorsa settimana, il 30 gennaio. (INIZIO DEL NASTRO) (IN ARABO) (FINE DEL NASTRO) Nuovamente vorrei fermarmi e rivedere alcuni elementi in questo messaggio. «Stanno ispezionando le munizioni che avete, vero». «Sì». «Per trovare munizioni vietate». «Per la possibilità di trovare munizioni vietate?». «Sì». «Vi abbiamo mandato un messaggio ieri con l' ordine di ripulire ovunque, la zona dei rifiuti, le zone abbandonate. Accertati che non ci sia più nulla». Ricordate nel primo messaggio «sgomberare»: questo è parte del sistema di nascondere e spostare le cose accertandosi di non lasciare nulla al caso. Se andate un poco avanti in questo messaggio, sentirete gli ordini specifici da parte del quartier generale: «Dopo aver eseguito gli ordini in questo messaggio, distruggete il messaggio stesso, non voglio che nessuno lo veda». «Ok Ok». Perché? Perché? Questo messaggio avrebbe confermato agli ispettori che gli iracheni stavano cercando di nascondere alcune cose. Ma non vogliono che il messaggio sia visto, perché stavano cercando di ripulire alcune zone per cancellare tutte le prove della presenza di armi distruzione di massa per poter dire che lì non c' era nulla. Gli ispettori possono continuare a cercare, senza trovare nulla. Questo tentativo di nascondere cose agli ispettori non si è verificato solo in queste due occasioni, al contrario. Questa è una piccola parte di una politica di evasione e inganni che risale a 12 anni fa, un politica instaurata dal regime iracheno. Sappiamo che Saddam Hussein ha una «commissione di monitoraggio per le squadre degli ispettori». Pensateci. L' Iraq ha una commissione per monitorare gli ispettori che sono stati mandati per disarmare l' Iraq. Non per collaborare con loro, aiutarli, ma per spiarli e impedirli di fare il proprio lavoro. L' IMPIANTO PER LE MUNIZIONI PROIBITE LE FOTO PRESE DAI SATELLITI Abbiamo anche foto dal satellite che indicano che materiali vietati sono state spostate di recente da numerose fabbriche irachene di armi per la distruzione di massa. Lasciatemi dire una parola sulle foto dal satellite prima che ne mostri un paio. Le foto che sto per mostrarvi sono talvolta di difficile interpretazione per la persona media, difficili per me. Il meticoloso lavoro di analizzare le foto richiede esperti con anni e anni d' esperienza, che trascorrono ore e ore ai tavoli luminosi. Ma mostrandovi queste foto, cercherò di cogliere e di spiegare cosa significhino, cosa indicano ai nostri specialisti di immagini. Vediamone una. Riguarda un impianto per le munizioni, una struttura che contiene munizioni in un luogo chiamato Taji. E' una delle circa 65 strutture del genere in Iraq. Sappiamo che questa ha contenuto munizioni chimiche. In effetti, è da qui che gli iracheni hanno fatto uscire di recente i quattro contenitori supplementari per armi chimiche. Qui vedete 15 depositi di munizioni contornati in rosso e in giallo. I quattro contrassegnati da quadrati rossi rappresentano depositi attivi di munizioni chimiche. Come lo so? Come faccio a dirlo? Lasciate che ve li mostri più da vicino. Guardate l' immagine sulla sinistra. A sinistra c' è un primo piano di uno dei quattro depositi chimici. Le due frecce indicano la presenza di segni certi che nei bunker siano immagazzinate armi chimiche. La freccia in alto, che dice sicurezza, indica una struttura che è come il contrassegno di un deposito di questo tipo. Dentro quella struttura vi sono guardie speciali e speciali attrezzature che sorvegliano ogni perdita che possa fuoriuscire dal bunker. Anche il camion che vedete è un contrassegno. E' un veicolo per la decontaminazione, nel caso vada storto qualcosa. E' una caratteristica di questi quattro depositi. Adesso guardate la foto a destra. Adesso state guardando due di quei depositi disinfestati. I veicoli contrassegno se ne sono andati, le tende sono sparite, è stato ripulito ed è stato fatto il 22 dicembre, mentre stava arrivando la squadra degli ispettori dell' Onu, e nella parte inferiore della foto a destra potete vedere i veicoli dell' ispezione in arrivo. I depositi erano puliti quando vi sono arrivati gli ispettori, e non hanno trovato niente. Questa sequenza di fatti fa crescere l' inquietante sospetto che l' Iraq abbia schivato l' ispezione imminente a Taji. Come fece negli anni ' 90, sappiamo che oggi l' Iraq si sta servendo attivamente delle sue notevoli capacità di acquisire informazioni riservate per nascondere le proprie attività illecite. L' Iraq ha anche rifiutato il permesso di effettuare voli di ricognizione U-2, che avrebbero dato agli ispettori un' idea migliore di cosa fosse stato spostato prima, durante e dopo le ispezioni. Questo rifiuto di permettere questo tipo di ricognizioni è una violazione diretta e specifica del paragrafo operativo sette della nostra Risoluzione 1441. GLI SPECIALISTI MINACCIATI DI MORTE IL DIVIETO DI INTERVISTARE GLI SCIENZIATI Saddam Hussein e il suo regime non cercano solo di occultare le armi, stanno tentando di nascondere anche persone. Conoscete i fatti basilari. L' Iraq non ha ottemperato ai suoi obblighi di permettere un accesso immediato, illimitato, continuo e riservato a tutti i funzionari e ad altre persone, come richiesto dalla Risoluzione 1441. Il regime permette le interviste con gli ispettori soltanto in presenza di un ufficiale iracheno, una guardia. L' organizzazione ufficiale irachena incaricata di facilitare le ispezioni ha annunciato, annunciato pubblicamente e annunciato malauguratamente che, cito, «Nessuno è pronto a lasciare l' Iraq per essere interrogato». Il vice-presidente iracheno Ramadan ha accusato gli ispettori di spionaggio, una velata minaccia che chiunque collabori con gli ispettori dell' Onu potrebbe essere considerato colpevole di tradimento. L' Iraq non ha adempiuto ai propri obblighi sotto la 1441 di fornire una lista completa degli scienziati coinvolti nei suoi programmi relativi alle armi per la distruzione di massa. La lista irachena non era aggiornata e conteneva solo circa 500 nomi, nonostante il fatto che l' Unscom avesse precedentemente messo assieme un elenco di circa 3500 nomi. Saddam Hussein ha partecipato direttamente al tentativo di impedire gli interrogatori. All' inizio di dicembre, Saddam Hussein ha avvisato tutti gli scienziati iracheni delle gravi conseguenze cui sarebbero andati incontro, con le loro famiglie, se avessero rivelato qualsiasi informazione delicata agli ispettori. Vennero obbligati a firmare un documento nel quale riconoscono che la divulgazione di informazioni è punibile con la morte. SEGUE DA PAGINA 8 Nel 1995, così come risulta da una testimonianza di un rifugiato politico, abbiamo scoperto che dopo l' invasione del Kuwait Saddam Hussein ha iniziato un programma bellico per costruire l' arma nucleare nella versione base, in violazione degli obblighi dell' Iraq nei confronti delle Nazioni Unite. Saddam Hussein già possiede due dei tre componenti chiave necessari per costruire una bomba nucleare. Dal 1998 i suoi sforzi di ricostituire il suo programma nucleare si sono concentrati sull' acquisizione del terzo e ultimo componente, un materiale sufficiente per la fissione per produrre l' esplosione nucleare. Per preparare il materiale per la fissione egli ha bisogno di sviluppare la capacità di arricchire l' uranio. Saddam Hussein è determinato a mettere le mani sulla bomba nucleare. È degno di nota il fatto che negli ultimi diciotto mesi Saddam Hussein ha prestato sempre maggior attenzione agli scienziati nucleari iracheni, un gruppo che la stampa controllata dal governo ha soprannominato apertamente «i suoi mujaheddin nucleari». Egli li esorta regolarmente e loda i loro progressi. Ma progressi di che genere? Molto tempo fa questo Consiglio di sicurezza richiese all' Iraq di fermare le attività nucleari di ogni tipo. PER LANCIARE TESTATE NON CONVENZIONALI IL PROGRAMMA DI MISSILI BALISTICI Ora lasciatemi parlare di questi sistemi che l' Iraq sta sviluppando per produrre armi per la distruzione di massa, in particolare i missili balistici iracheni e gli aerei senza pilota. Noi tutti ricordiamo che prima della guerra del Golfo l' obiettivo di Saddam Hussein erano missili che volavano non solo centinaia bensì migliaia di chilometri, egli voleva colpire non soltanto i suoi vicini ma anche le nazioni molto più lontane. Mentre gli ispettori distruggevano la maggior parte dei missili balistici proibiti, molti rapporti dei servizi segreti nell' ultimo decennio e anche fonti interne all' Iraq indicano che Saddam Hussein detiene ancora una risorsa nascosta di alcune decine di varianti di missili balistici Scud. Questi sono missili con una gittata dai 650 a 900 chilometri. Noi sappiamo, sempre dai servizi segreti e dalle stesse ammissioni dell' Iraq, che i missili balistici permessi all' Iraq Al-Samud II e Al-Fatah superano il limite di 150 chilometri stabilito da questo Consiglio nella risoluzione 687, questi sono sistemi proibiti. L' Iraq detiene illegalmente dei motori di razzo, i 380SA-2: questi sono probabilmente per un uso nel Al-Samud II. La loro importazione era illegale per tre motivi: la risoluzione 687 proibiva tutte le spedizioni militari nell' Iraq; l' Unscom proibiva specificatamente l' uso di questi motori nei missili terra-terra; infine, come appena evidenziato, sono per sistemi che superano il limite di gittata di 150 chilometri. Come se non bastasse, alcuni di questi motori furono acquisiti lo scorso dicembre, dopo che questo Consiglio aveva emesso la risoluzione 1441. Quello che voglio che voi sappiate oggi è che l' Iraq ha programmi che sono intesi a produrre missili balistici in grado di volare per mille chilometri. Un programma sta poi lavorando su un missile a carburante liquido che sarebbe in grado di volare per più di 1.200 chilometri e possiamo vedere da questa mappa chi sarà in pericolo a causa di questi missili. Come parte di questo sforzo - un altro elemento di prova - l' Iraq ha costruito una rampa per testare il motore che è la più grande che abbia mai avuto. Da notare la differenza notevole delle dimensioni tra la rampa a sinistra e quella nuova a destra del tubo di sfogo, qui è dove esce la fiamma del motore. Il tubo sulla rampa di destra è cinque volte più lungo di quello sulla sinistra. Quello sulla sinistra è stato usato per missili a corta gittata, quello sulla destra è chiaramente inteso per missili a lunga gittata che possono volare per 1.200 chilometri. Le intenzioni di Saddam Hussein non sono mai cambiate, egli non sta sviluppando i missili per l' autodifesa, bensì missili che l' Iraq vuole per minacciare e per lanciare testate chimiche, biologiche e - se lo lasciamo fare - nucleari. Cari amici, le informazioni che vi ho fornito su queste terribili armi e sul continuo venir meno dell' Iraq agli obblighi fissati dalla risoluzione 1441 del Consiglio di sicurezza ci conducono a un tema sul quale vorrei soffermarmi per qualche istante. DA SADDAM HUSSEIN A OSAMA BIN LADEN IL LEGAME COL TERRORISMO ISLAMICO É un tema legato al terrorismo. La nostra preoccupazione non trae origine soltanto da queste armi, ma anche dal modo con cui esse possono essere collegate ai terroristi e alle organizzazioni terroristiche, che non hanno alcuna remora ad usare questi strumenti contro gente innocente. Il legame tra Iraq e terrorismo risale a decenni fa. Bagdad addestra i membri del Fronte di liberazione della Palestina all' uso di armi di piccolo calibro ed esplosivi. Saddam usa il Fronte di liberazione arabo per far arrivare denaro alle famiglie dei kamikaze palestinesi allo scopo di prolungare l' intifada. Non è un segreto che la stessa intelligence di Saddam era coinvolta in decine di attacchi o tentati omicidi nel 1990 ma quello che vorrei portare alla vostra attenzione oggi è il nesso potenzialmente molto più sinistro tra l' Iraq e la rete terroristica di Al Qaeda, un nesso che combina le tradizionali organizzazioni terroristiche con i moderni metodi di strage. L' Iraq oggi ospita una rete di terroristi-omicidi capeggiata da Abu Mussad Al-Zarkawi, un collaboratore associato di Bin Laden e dei luogotenenti di Al Qaeda. Zarkawi, un palestinese nato in Giordania, ha combattuto nella guerra afghana più di dieci anni fa. Al ritorno in Afghanistan nel 2000 egli coordinò un campo di addestramento per terroristi. Una delle specialità di questo campo erano i veleni. Quando la nostra coalizione cacciò i talebani la rete di Zarkawi insediò un nuovo campo di addestramento per l' uso di veleni ed esplosivo e questo campo è situato nel Nord-Est dell' Iraq. La rete sta insegnando ai suoi operatori come produrre la ricina e altri veleni. Lasciate che vi ricordi come funziona la ricina: meno di un pizzico della sostanza assimilata nel vostro cibo causerebbe uno choc seguito da un collasso circolatorio, la morte sopravviene entro 72 ore e non c' è antidoto né cura, è fatale. IL MOVIMENTO DI PERSONE DENARO E PROVVIGIONI LA RETE DEL TERRORISMO IN IRAQ Coloro che aiutavano a gestire questo campo sono i luogotenenti di Zarkawi operanti nell' area curda settentrionale, fuori dall' Iraq controllato da Saddam Hussein, ma Bagdad ha un agente nei ranghi più alti dell' organizzazione radicale, Anzar Al Islam, che controlla questa parte dell' Iraq. Nel 2000 questo agente offrì ad Al Qaeda un porto sicuro nella regione. Dopo che noi abbiamo spazzato Al Qaeda dall' Afghanistan alcuni dei suoi membri accettarono questo porto sicuro e vi risiedono ancor oggi. Le attività di Zarkawi non sono confinate in questa piccola parte del Nord-Est iracheno, egli è andato a Bagdad nel maggio del 2002 per trattamenti medici, soggiornando nella capitale dell' Iraq per due mesi mentre recuperava le forze per combattere in un altro momento. Durante il suo soggiorno quasi due dozzine di estremisti andarono a Bagdad e vi stabilirono una base operativa. Questi affiliati di Al Qaeda con base a Bagdad ora coordinano il movimento di persone, denaro e provvigioni nel e attraverso tutto l' Iraq per questa rete e ora stanno operando liberamente nella capitale da più di otto mesi. Gli ufficiali iracheni negano le accuse di legami con Al Qaeda. Questo negare è semplicemente non credibile. L' anno scorso un affiliato di Al Qaeda disse che la situazione in Iraq era «buona», che Bagdad poteva essere attraversata velocemente. I PAESI «FREQUENTATI» DAI TERRORISTI I LEGAMI CON L' ITALIA Come i miei colleghi attorno a questo tavolo e i cittadini che loro rappresentano in Europa sanno, il terrorismo di Zarkawi non è confinato nel Medio Oriente. Zarkawi e la sua rete stanno tramando azioni terroristiche contro altre nazioni incluse Francia, Gran Bretagna, Spagna, Italia, Germania e Russia. Non siamo sorpresi che l' Iraq stia ospitando Zarkawi e i suoi subordinati. Questa intesa poggia su decenni di lunga esperienza con particolare riferimento ai legami tra Iraq e Al Qaeda. Andando indietro alla prima metà degli anni Novanta, quando Bin Laden era basato in Sudan, una fonte di Al Qaeda ci dice che Saddam e Bin Laden raggiunsero un accordo in base al quale Al Qaeda non avrebbe sostenuto ulteriormente le attività contro Bagdad. Noi sappiamo che i membri di entrambe le organizzazioni si sono incontrati ripetutamente almeno 8 volte a livelli molto alti nei primi anni Novanta. Nel 1996 un servizio di sicurezza straniero ci dice che Bin Laden incontrò i servizi segreti iracheni a Khartum e più tardi incontrò il direttore dei servizi segreti iracheni. Saddam si interessò sempre più quando vide gli attacchi terribili di Al Qaeda. Un membro di Al Qaeda ci dice che Saddam era molto più propenso ad assistere Al Qaeda dopo gli attentati del 1998 contro le nostre ambasciate in Kenia e in Tanzania. Saddam era anche impressionato dall' attacco di Al Qaeda nello Yemen nell' ottobre del 2000 contro l' incrociatore americano Cole. Gli iracheni hanno continuato a visitare Bin Laden nella sua nuova base in Afghanistan, un delatore importante, uno dei primi capi dei servizi segreti di Saddam rifugiato in Europa dice che Saddam ha mandato i suoi agenti in Afghanistan verso la metà degli anni Novanta per fornire addestramento ai membri di Al Qaeda sulla falsificazione di documenti. Dalla fine degli anni Novanta fino al 2001 l' ambasciata irachena in Pakistan giocò il ruolo di tramite con l' organizzazione di Al Qaeda. Con questo curriculum le negazioni dell' Iraq di sostenere il terrorismo vanno di pari passo con il negare le armi di distruzione di massa. E' tutta una rete di bugie. Quando noi parliamo di un regime in cui si annidano ambizioni di dominio regionale, un regime che nasconde armi di risoluzione di massa e dà ospitalità e appoggio attivo ai terroristi, noi non stiamo parlando del passato noi stiamo parlando del presente. E a meno che noi non agiamo ora, affronteremo un futuro ancora più pauroso. LE ARMI IN MANO A SADDAM UN REGIME TROPPO PERICOLOSO Per Saddam il possesso delle armi più letali del mondo rimane l' ultima carta da giocare per realizzare il suo ambizioso progetto. Il dittatore iracheno è fermamente determinato a conservare le sue armi di distruzione di massa. Ma anche a fare di più. Alla luce della storia di aggressione e della ferma intenzione di realizzare i suoi piani di grandezza, nonché di quel che sappiamo delle sue associazioni terroristiche e della sua determinazione nel vendicarsi sugli oppositori, corriamo il rischio che un giorno lui possa usare queste armi magari in un momento in cui il mondo è in una posizione più debole per rispondere. Gli Stati Uniti non possono correre questo rischio per il popolo statunitense. Lasciare Saddam in possesso di armi di distruzione di massa per altri mesi o anni non è un' opzione: non dopo l' 11 settembre. Tre mesi fa i miei colleghi riconobbero in questo Consiglio che l' Iraq continuava a rappresentare una minaccia per la pace internazionale e per la sicurezza e che l' Iraq aveva contravvenuto ai suoi obblighi di disarmo. Oggi Bagdad pone una minaccia e rimane ancora in grave violazione. Non sfruttando l' opportunità di disarmarsi, l' Iraq ha contravvenuto ancora di più ai suoi obblighi ed è sempre più vicino il giorno in cui dovrà subire serie conseguenze a causa di questo suo continuo sfidare questo Consiglio. Cari colleghi, noi abbiamo un obbligo verso i nostri cittadini e verso quest' istituzione: far rispettare le nostre risoluzioni. La 1441 è stata concepita non per andare in guerra, ma per cercare di preservare la pace e per dare all' Iraq un' ulteriore possibilità, l' ultima. Visto che sino ad ora l' Iraq non ha sfruttato questa chance, noi non dobbiamo sottrarci a ciò che sta dinnanzi a noi, non dobbiamo venir meno ai nostri doveri ed alle nostre responsabilità nei confronti dei cittadini dei Paesi rappresentati da quest' istituzione. (Traduzione di Laura Nasso, Laura Toschi ed Ettore Claudio Iannelli)

 







> richiedi nuova password


Mostra Carrello   
Il carrello è vuoto.

cerca nel sito
Visitatori: 12043128