Intervista a Bob Giffords, direttore della ricerca e della
consulenza della società Financial Insights
Negli ultimi cinque anni, le banche hanno subito una
profonda trasformazione, sotto la spinta di varie motivazioni: progresso
tecnologico, aumento dei rischi derivanti da frodi e computer crime,
globalizzazione della concorrenza, diminuzione dei tassi d’interesse e dei
margini di profitto, richiesta di maggiore trasparenza e maggiori controlli da
parte della legislazione e dei clienti.
Per fare il punto sulla situazione abbiamo intervistato Bob Giffords, direttore della ricerca e
della consulenza della società Financial Insights e super esperto del settore FinTech (tecnologie per il settore
finanziario).
Quali sono gli impatti
dei problemi di sicurezza IT sulle banche ?
Chiaramente gli accessi alle banche per via elettronica e i
collegamenti tra le banche sono in continuo aumento. Inoltre gli istituti di
credito sono al lavoro per colmare l' enterprise
gap residuo tra i sotto-sistemi non ancora collegati tra di loro, come i
sistemi per la gestione dei fornitori e quelli per la gestione dei clienti, per
creare una ragnatela di relazioni e di processi automatizzati in grado di
gestire in modo automatico i processi sia all'interno che all'esterno
dell'azienda. Per implementare un modello di questo tipo, la sicurezza è
assolutamente cruciale e le soluzioni per la sicurezza devono essere molto più
evolute rispetto a quelle del passato poiché non possono limitarsi a proteggere
un'area specifica ma devono coprire tutta l'impresa. Non esiste un'unica soluzioni ma sono necessarie molte soluzioni per
fronteggiare i vari tipi di rischi, che devono essere integrate per lavorare
insieme.
Le banche sono già abituate a fronteggiare frodi come la
falsificazione delle carte di credito e di debito, che cercano di prevenire con
molti mezzi: dall'adozione delle "carte intelligenti" dotate di chip
ai programmi che analizzano le spese dei titolari delle carte di credito e
danno l'allarme se individuano spese inusuali. Questo tipo di sicurezza è ben
conosciuto dalle banche ed è supportata da soluzioni mature. Ci sono però altri
tipi di frode perpetrate eseguendo attraverso Internet transazioni non
autorizzate, utilizzando nomi falsi o nomi e dati di altre persone. Per esempio,
recentemente si è parlato molto di phishing, un tipo di frode che
rientra nella casistica del social engineering e ha lo scopo di “rubare” l'identità di un utente
appropriandosi di numeri di carta di credito, password o altre informazioni
personali, convincendo l'utente a fornirle con falsi pretesti, normalmente
email che sembrano richieste di informazioni da parte della propria banca.
Quali sono le
possibili contromisure contro gli attacchi di questo tipo?
Non ci sono singole contromisure sicuramente efficaci. La
difesa consiste in un controllo integrato, che rileva comportamenti anomali
catturando i dati da molte fonti diverse a vari livelli ed effettuando
controlli incrociati. La prevenzione si attua predisponendo accurate procedure
di sicurezza, che devono essere collaudate e aggiornate regolarmente. Infatti,
poiché gli attacchi sono normalmente rivolti verso gli anelli deboli della
catena di sicurezza, è necessario cercare continuamente di scoprire quali sono
questi anelli per rinforzarli.
Quale ruolo gioca la
trasparenza nel Bilancio Sociale e nella comunicazione finanziaria delle banche?
Per le istituzioni finanziarie la reputazione è la cosa più importante,
però le banche devono essere molto riservate per proteggere le informazioni
relative ai propri clienti. D'altra parte, per guadagnare la fiducia dei
clienti, le banche devono operare in modo trasparente. Pur rispettando
l'obbligo di proteggere i dati dei clienti dagli sguardi indiscreti sia
all'interno che all'esterno della banca, con
la trasparenza verso i clienti e verso il mercato c'è più da guadagnare che da
perdere. Per esempio, con la trasparenza si ha il vantaggio di poter
trovare più facilmente aiuto per risolvere i problemi. Se mi capita un problema
e non voglio farlo sapere a nessuno, devo trovare da solo la soluzione, mentre
se lo comunico all'esterno posso trovare qualcuno che mi aiuti. La trasparenza
in un momento di continui cambiamenti favorisce la crescita dell'impresa.
Qual'è il ruolo
dell'IT nella trasparenza di sistemi bancari?
L'IT facilita la comunicazione, la distribuzione delle
informazioni e le transazioni. Un importante aspetto della trasparenza consiste
nel rendere disponibili i dati relativi alla transazione agli interessati
(clienti e impiegati della banca autorizzati). Conviene realizzare un "bus
informativo" su cui viaggiano la maggior parte delle informazioni relative
alle transazioni, che possono essere viste da chiunque ne abbia il diritto. Le
architetture a bus sono molto efficienti. Se non c'è una struttura a bus, tutte
le volte che servono i dati bisogna creare procedure ad hoc per estrarli. Ogni banca ha le proprie applicazioni centrali
(core banking) che in pratica non ha
la possibilità di modificare e altre applicazioni di contorno che possono
essere migliorate, sostituite o eliminate.
L'area più nuova è quella della comunicazione multicanale (sistemi
di sportello, ATM, banca telefonica, e-banking, mobile banking, contatti via
web e via email), che è cresciuta tumultuosamente negli ultimi cinque anni.
Nella multicanalità di prima generazione, ogni canale di comunicazione aveva il
proprio sistema informativo e il proprio gruppo di supporto e i vari sistemi
erano collegati ma non completamente integrati. Nella nuova architettura, la banca vede il proprio cliente in modo
unitario, come del resto il cliente vede la banca in modo unitario
indipendentemente dal canale utilizzato per interagire. C'è un unico stack di
protocolli, un livello comune di software e un livello di presentazione molto
simile in ogni canale. Con questa architettura si semplifica molto la
raccolta dei dati e si hanno maggiori garanzie di coerenza e di esattezza
dell'informazione. Per esempio, se chiedo il saldo del mio conto corrente
attraverso home banking, dovrei vedere un prelievo effettuato un minuto prima
da un ATM del medesimo istituto. Le nuove architetture dei sistemi informativi
bancari dovrebbero permettere la trasparenza a tutti i livelli: dal più basso
al più alto. Se vi collegate al sito Internet di una banca, potete vedere che
generalmente le informazioni che vengono fornite sul funzionamento della banca
sono maggiori di qualche anno fa, questo anche come conseguenza dei nuovi
principi di "corporate social
responsibility" che si basano sulla considerazione che la gente ha
sempre più bisogno di altra gente per fare business ed è importante conquistare
la fiducia e il rispetto dei propri partner.
Qual'è il ruolo
dell'IT nella governance delle istituzioni finanziarie ?
In primo luogo vediamo una crescita generalizzata dei metodi
per la misura delle performance, come le balanced
scorecard. Poiché i diversi tipi di banche hanno anche diverse value proposition, utilizzano anche
diverse metriche per l'analisi delle performance. Si assiste quindi a una
maggiore diversificazione delle informazioni in funzione del tipo di banca, con
data warehouse e programmi di analisi sempre più raffinati. C'è anche una
maggiore precisione nella definizione delle job
description dei singoli dipendenti, con piani di incentivazione legati alle
performance individuali in base a obiettivi individuali misurabili, e nella
valutazione del grado di raggiungimento degli obiettivi mediante processi
formali di performance appraisail. I
dati raccolti in questo modo consentono di creare uno skills inventory sempre aggiornato delle competenze che
costituiscono il vero capitale della banca. Altre aree d’interesse sono i
sistemi di Business Intelligence per il controllo della profitability: customer
profitability, general profitability,
organisation unit profitability, legal entity profitability, etc.
Un'altra area riguarda le
normative di Basilea 2 e le nuove norme che regolano i sistemi di controllo
per verificare che le isitituzioni finanziarie investano i soldi ricevuti dai
loro clienti in modo coerente con i loro desideri. Questo implica la necessità
di avere una value proposition
esplicita, una politica di investimenti esplicita e misurabile, un modo per
individuare le reponsabilità individuali dei gestori, un sistema di
profilazione degli investitori e dei tipi di investimento che intendono
effettuare e sistemi in grado di verificare periodicamante la coerenza tra gli
investimenti effettuati e i desideri espressi dagli investitori.
A che punto sono le
banche nella realizzazione di questo complesso processo evolutivo?
Penso che nessuna banca abbia già raggiunto pienamente tutti
questi obiettivi strategici. Mentre la maggior parte degli istituti di credito
ha realizzato sistemi decorosi di Internet Banking e siti Web ricchi di
informazioni, molte banche sono ancora intente a modificare i programmi di
contabilità generale per classificare le voci di spesa e di ricavo in modo
sufficientemente preciso per implementare un sistema di activity based costing
in grado di alimentare i sistemi di business intelligence di cui abbiamo
parlato.
Una volta messa a punto la parte finanziaria, si possono
affrontare altre aree come gestione delle risorse umane per obiettivi, Company Social
Responsibility, IT governance, process governance, etc.
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